venerdì 6 giugno 2014

Una città unica

           
            UNA  CITTA’  UNICA
                            di
             Maria Teresa Cugusi

Una vecchia foto in fondo a un cassetto mostra un breve tratto della strada in  cui sono nata.
            Negli anni bui della guerra, trascorsi in Toscana, quest’ immagine mi ha accompagnato sem-
pre,  facendomi bruciare di nostalgia e di rimpianto, di desiderio e di certezze lontane.

Storia di una burlesque


Storia di una burlesque
di
Giovanna Manca

La luna si affacciava su una pozza di sangue, lei giaceva per terra con ancora addosso i vestiti di scena. Sirene a violare il silenzio di una storia finita in un vicolo.

Piero il Re del caos



Piero il Re del caos
di
Marco Fenudi



Mentre era in coda alla cassa del supermercato, uno dei tanti, forse troppi della sua città, Piero si sentiva stranamente calmo. Aveva appena cacciato via un pensiero, un quesito idiota che lo aveva rabbuiato chiedendogli se avesse preso il portafogli dal cruscotto della sua 124 Sport, quella reliquia di automobile - quasi un Ex-Voto - che utilizzava negli spostamenti.

Pensieri volanti


Pensieri volanti

di
Mario C. Borghi

 1.

«Amalia, senti, ma cosa ti passa per la testa? Tu devi fare unicamente ciò che dico io, non ammetto iniziative personali. Devi solo sparecchiare i tavoli dei nostri ospiti che se ne vanno senza farlo e pulirli con l’apposito igienizzante. Punto. Basta. Cos’è questa novità?»

Modesta passeggiata tra le strade e il ricordo della mia città


MODESTA PASSEGGIATA TRA LE STRADE E IL RICORDO DELLA MIA CITTA’


di
Daniela Petricci

E’ bello tornare nella tua città e vedere che non ti rifiuta, che ti riaccoglie, sentire che le onde del tuo amato mare sospirano “bentornata!”

Mat e Teg


MAT  E  TEG
di
Laura Piredda

Quando il sole sorgeva, ancora troppa brina teneva Teg fredda e bagnata. Dopo un paio d’ore si sarebbe potuta stiracchiare meglio.

L’equivoco


L’equivoco
di
Daniela Piras


Il passo di Marco era svelto e deciso mentre percorreva i vicoli umidi e scivolosi del centro storico della città. Quello stesso centro che, una quindicina di anni addietro, appariva ancora florido e vivo e che ora pareva lo spettro di se stesso.